Amianto, nel Lazio è allarme tumori: 16 i comuni a rischio

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Ostia, è allarme amianto: si corre ai ripari

Fuori controllo il problema amianto in ben 16 comuni del Lazio. In base all’ultimo rapporto del Dipartimento di epidemiologia della Regione, pubblicato nell’aprile 2016, sono tanti quelli che sforano in modo significativo e allarmante la media nazionale e regionale  di incidenza come causa di tumori. In base al documento del 2016, primi sono due piccoli comuni in provincia di Frosinone, Piedimonte S. Germano , dove c’è uno stabilimento Fiat, con 8.47 casi di mesioteloma maligno della pleura ogni centomila abitanti, e Castrocielo con 8.32. Nella provincia romana il primato spetta a Pomezia 7,71, seguono Campagnano di Roma 6.62, Gaeta 6.11 , Fabrica di Roma 6.06, Colleferro 6.04, Sezze 5.64 , Rignano Flaminio 5.94 , Capena 5.54, , Montecompatri 5.34 e Civitavecchia 5.30. Nell’area dei Castelli sono oltre la media in modo significativo oltre a Montecompatri anche Ardea con 5.17, Frascati con 4.72 e Artena con 4.04. E infine Rieti con 4.50. Considerato che la media dell’incidenza nel Lazio è 3.7, in linea con quella nazionale, è evidente che nei sedici  comuni succitati occorre programmare studi più approfonditi e dare una forte accelerazione alla rimozione dell’amianto ancora presente.

Complessivamente secondo  il rapporto “I casi di MM nel Lazio individuati grazie all’attività del Registro regionale, a partire dal 1 gennaio 2001 fino al 31 dicembre 2015 sono 1122”. La  classe di età maggiormente colpita è quella “oltre i 65 tra gli uomini e oltre i 74 anni tra le donne. L’età media alla diagnosi è stata di 70 anni negli uomini e nelle donne. Il rapporto di genere (U/D) è di 2.4, La pleura è la sede più frequente in entrambi i generi (91%)”. Importante sottolineare che “Nel 68% degli uomini e nel 8% delle donne, l’esposizione ad amianto è stata considerata professionale. Il 10% delle donne hanno subito un’esposizione familiare sia casi coniugali che casi dovuti all’esposizione professionale del padre o di altri congiunti. Rimane sempre elevata la frequenza delle esposizioni ignote (41%) soprattutto tra le donne”.. L’alta frequenza di esposizioni ignote tra i soggetti malati è oggetto di approfondimento. “In particolare sono oggetto di studio, attraverso indagini ad hoc (in corso), il fenomeno delle donne del comune di Roma (tra le quali si concentra la maggior parte di esposizioni di tipo ignoto), il problema dei giovani (7 casi di MM <40 anni), la storia residenziale e la storia familiare dei casi di MM”.

Le Aziende sanitarie intanto iniziano muoversi anche se su segnalazioni  ripetute per chiedere accertamenti. La Asl Rm 4, su sollecitazione di Stefano Alessandrini, un blogger locale,  ha chiesto al Dipartimento di Epidemologia del Servizio Sanitario Regionale di fare accertamenti nei comuni della propria area, ad iniziare da Capena su un eventuale aumento del rischio di leucemia e mesoteliomi pleurici nella popolazione causato da esposizione all’amianto. Obiettivo fare chiarezza su un “tam tam” diffuso sulla rete in merito ad un presunto primato del paese a nord di Roma ,e che però non risulta dai report regionali. C’è chi gioca con i numeri, ma questa ormai non è piu una notizia.

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