Un Governo Pd/grillini potrebbe garantire la maggioranza di Zingaretti alla Pisana

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Un Governo Pd/grillini potrebbe garantire la maggioranza di Zingaretti alla Pisana

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C’era grande preoccupazione alla Cristoforo Colombo e alla Pisana per le sorti di Nicola Zingaretti che in caso di elezioni anticipate avrebbe dovuto impegnarsi su un fronte che poteva significare l’abbandono della poltrona più alta alla Regione per una campagna elettorale dura e faticosa, magari facendosi candidare a una delle due Camere. E allora giù articoloni e articoletti di giornaloni e giornaletti, tutti ovviamente informatissimi dagli spifferi provenienti dal Palazzo.

Ma gli sviluppi della situazione politica nazionale, di cui non saremmo certo noi a preconizzare la conclusione, sta creando un momento di sollievo ad assessori, staff del Governatore e consiglieri regionali (gente che oscilla fra i 90 e i 180mila euro lordi anno) già oggi intravedono la possibilità di una lunga permanenza sui loro scranni visto che Nicola può benissimo condurre trattative con i grillini e gestire una fase politica difficile, senza mollare uno degli ultimi baluardi della sinistra, la Regione Lazio che peraltro ha governato con equilibrio e saggezza. 

La paura è passata, tant’è che tutti si stringono al segretario (con inutili comunicati di sostegno) che continuerà a garantire loro stipendi e prebende forse per qualche anno ancora, sempre che le bizze dell’imprevedibile Renzi non creino qualche intralcio al nuovo governo… se mai si formerà.

E poi perché i fedelissimi dei gruppi parlamentari di Matteo, qualunque cosa succeda, dovrebbero rinunciare alla loro comoda poltroncina in Senato o alla Camera? Quale sarebbe il loro futuro se in caso di elezioni anticipate dovesse essere lo stesso Zingaretti a definire le liste elettorali dei possibili eligendi? Meglio non pensarci, naturalmente per il bene dell’Italia, lo spread, l’aumento dell’Iva, la manovra economica ecc ecc sulle quali si gioca la sopravvivenza dell’Italia in Europa, anche se il Truce del Papeete fa finta di non accorgersene. 

Non conviene a nessuno, per cui le truppe cammmellate di Renzi alle Camere potrebbero sfaldarsi ad ogni piè sospinto, in fondo lo ha quasi ammesso lui stesso nell’intervento al Senato parlando della volatilità politica dell’elettore e del politico italiano, sempre pronto a saltare sul carro del nuovo vincitore.

Ma tornando alla Regione la possibilità di un governo giallo/rosso schiuderebbe lo scenario di un movimento 5stelle generosamente prodigo di sostegno alla attuale non maggioranza del Governatore alla Pisana: basta con i Cavallai ed i Cangemi o la finta opposizione dell’ex sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, da poco fulminato sulla via di Damasco dalla Meloni, che con i loro voti gli garantiscono o gli hanno garantito, la maggioranza alla Pisana. 

Basta con gli inciuci con il centro destra che chiede questo e quello,   credendo di tenere per i coglioni Zingaretti e perpetuando una logica inciucesca fra maggioranza ed opposizione che sopravvive anche prima di Storace governatore. Todos somos caballeros

Caballeros sino ad un certo punto, perché se la crisi di governo dovesse sboccare in un accordo Pd/5stelle il sostegno dei grillini a Zingaretti diverrebbe esplicito con la capogruppo Roberta Lombardi che ha sempre avuto un feeling particolare con Nicola, già quando lui tentava di aprire un discorso con i grillini mentre Renzi e i suoi accoliti postavano coraggiosamente (sic) un #senzadime.

E con la Raggi a Roma come la mettiamo? Timidi segni di “scongelamento” nei confronti del Pd già si avvertono, ma visto il quadro nazionale nessuno impedirebbe ai coraggiosi consiglieri del Pd di tenerla in piedi ancora per due anni, magari dando una mano sottobanco alla sindaca più inetta di Roma degli ultimi decenni.

Se l’ipotesi del governo giallo/rosso non si realizzasse ricomincerebbero le paturnie perché consiglieri, assessori, staff e burocrati di nomina a tempo, si troverebbero a ballare in una campagna elettorale con la Lega assatanata di vendetta, Fratelli D’Italia e FI sicuramente accodati per raccattare un po’ di potere nel Lazio.

In fondo, dicono tutti, la politica è l’arte dell’impossibile, a noi sembra più che altro l’arte di tirare a campare per non finire disoccupati, compresi i Durigon della Lega e soci pontini che mai avrebbero sperato di arrivare a poltrone di governo partendo dal sindacato di destra Ugl.

Certo se ci fosse per il Lazio un accordo politico con i grillini bisognerebbe spartire un po’ di poltrone e qualcuno resterà a becco asciutto, anche se  a Roma non se ne parla certamente (in fondo c’è già il vicesindaco Bergamo molto vicino al Pd), ma una opposizione capitolina “responsabile” può sempre avere i suoi benefici, ancora per qualche anno. Nel frattempo buon Valium a tutti.

Giuliano Longo

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