Rifiuti, il caos dopo l’ordinanza. Rida Ambiente: «Trasparenza sui flussi»

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Ieri il patron della Rida Ambiente Fabio Altissimi ha pubblicato un video su Facebook, ripreso anche da cinquequotidiano, con il quale si sollevavano alcune obiezioni sull’ordinanza della Regione dello scorso venerdì dal titolo “L’ordinanza per Roma sembra scritta dai maghi…”.  (vedi link). 

Altissimi nel video ricordava che in pochi anni, questa è la quarta ordinanza della Regione con esiti, secondo lui, spesso più mediatici che reali. Ma la sua polemica punta con decisione sulle dichiarazioni del ministro all’Ambiente Costa, il quale afferma che per risolvere il problema della monnezza romana bastano i tritovagliatori, e che in ogni caso, secondo lui, subirebbe le decisioni di Zingaretti.

Orbene,  il problema dei rapporti fra il governatore e la sindaca Raggi su questa annosa questione dei rifiuti,  è noto così come nota è la posizione di entrambe contro i termovalorizzatori, ma è probabile che la condiscendenza del ministro verso l’ordinanza, che tuttavia deve venir inquadrata nel prossimo piano regionale dei rifiuti che tarda da anni ad essere proposto alla Pisana, dipenda anche dalle proposte del Comune di Roma che oggi appaiono scarsine a parte l’illusione del mitico “rifiuti zero” che è solo nell’ideologia grillina ma di difficile pratica realizzazione in una megalopoli come Roma.

Tant’è vero che la neo presidente di Ama Luisa Melara e il suo amministratore delegato Massimo Ranieri (che di rifiuti se ne intende) hanno detto chiaramente che non solo ci vorrà almeno un anno per normalizzare la situazione (forse) ma urgono altri impianti di trattamento e in fretta.

Tritovagliatori a parte, pure necessari, il problema rimane quello di impianti  dei quali va decisa l’allocazione, comprese discariche di servizio e termovalorizzatori per i quali parrebbe aprirsi uno spiraglio al di fuori di furori che spesso appaiono ideologici.

Linea, questa degli impianti,  sulla quale il patron della Rida non può che convergere anche se a suo tempo gli fu negata dalla Regione una discarica di servizio dove depositare gli scarti di lavorazione.  E oggi, nonostante la Rida sia chiamata a risolvere per la sua parte i problemi della Capitale, l’azienda si trova a dover contrastare una opposizione ai suoi impianti da parte di movimenti ecologisti e di parte della amministrazione di Aprilia.

Il  video di Altissimi che pubblichiamo, nella sostanza lamenta che dopo la pubblicazione di quello precedente di ieri, la Rida ha ricevuto la visita degli ispettori di Arpa Lazio e ironicamente si augura che analogo trattamento venga riservato ad altri impianti della regione.

Insomma la polemica continua anche se gli impianti della Rida accolgono e trattano da giorni i rifiuti di Roma, forse non secondo le piene potenzialità di quell’impianto. Ma questa è un’altra storia.

Giuliano Longo

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