Campagna “Ogni Cuore Conta. Soprattutto il tuo”, gli esperti della salute al Policlinico Umberto I

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Scompenso cardiaco: poco conosciuto, ma molto diffuso. Questo, in sintesi, il quadro italiano di una patologia cronica e progressiva che – nonostante sia la prima causa di ricovero tra gli ultra 65enni e la prima causa di morte tra le patologie cardiovascolari in Italia1 – rimane una delle meno considerate. Eppure, nel nostro Paese, quasi il 2% della popolazione soffre di scompenso cardiaco (circa 1 milione di persone)2. Inoltre, la prevalenza cresce in maniera esponenziale con l’età: meno dell’1% sino a 60 anni e fino al 20% dopo gli 80 anni3. Motivo per cui lo scompenso cardiaco è considerata una epidemia particolarmente concentrata nell’anziano. I soggetti con diabete sono particolarmente esposti a sviluppare scompenso e la loro prognosi è particolarmente grave.  Circa il 40% degli scompensati ha il diabete e la maggior parte dei pazienti con scompenso soffre di molte altre condizioni associate che possono far precipitare le condizioni cliniche e aggravare una prognosi già grave.  Ecco quindi l’importanza di un approccio multidisciplinare. Diventa fondamentale continuare ad accrescere la consapevolezza sull’importanza di una corretta prevenzione dello scompenso e di un trattamento tempestivo adeguato.

La campagna “Ogni Cuore Conta. Soprattutto il tuo” ha l’obiettivo di diffondere una maggiore consapevolezza dell’importanza e della severità di questa patologia. Riconoscere i sintomi, imparare a gestire al meglio la propria condizione di paziente non sottovalutando la progressione della malattia, confrontarsi in maniera aperta e proattiva con tutti gli specialisti della salute del cuore per le migliori opportunità terapeutiche in grado di migliorare la propria qualità di vita saranno alcuni dei temi affrontati nel corso dell’incontro medico-paziente che si svolgerà, venerdì 5 luglio, dalle ore 10.00 alle 12.30, presso l’ Aula Magna I Clinica Medica del Policlinico Umberto I di Roma (Viale del Policlinico, 155).

All’incontro sarà presente il Prof. Francesco Fedele, Direttore UOC Malattie Cardiovascolari, Policlinico Umberto I, il Dott. Carlo Lavalle, Centro di Elettrostimolazione ed Elettrofisiologia, Policlinico Umberto I, il Dott. Paolo Severino, Assegnista di ricerca Dipartimento di Scienze

Cardiovascolari, la Dott.ssa Maria Chiara Gatto, Cardiologa, DEA Policlinico Umberto I, il Dott. Michele Lepore, Medico di Famiglia e il Prof. Salvatore Di Somma, Professore di Medicina di Emergenza, Università La Sapienza, Roma e direttore scientifico AISC – Associazione Italiana Scompensati Cardiaci

Il Prof. Francesco Fedele a proposito, dell’importanza di continuare a sensibilizzare su questa patologia dichiara: «lo scompenso cardiaco è una sindrome clinica complessa in cui il cuore non è più capace di pompare sangue in misura adeguata alle richieste metaboliche dell’organismo. Questa situazione clinica riconosce diverse cause rappresentate dalla cardiopatia ischemica, dall’ipertensione, dalle valvulopatie, dalle miocardiopatie e miocarditi e dalle patologie congenite del cuore. L’aumento del numero dei pazienti con insufficienza cardiaca è senz’altro legato all’età e al prolungamento della vita media a sua volta correlato alle notevoli potenzialità della cardiologia nel trattamento di patologie acute quali l’infarto miocardico. Lo scompenso cardiaco è una malattia grave con una mortalità alta seconda soltanto al cancro del polmone. A questo proposito se si considera che lo scompenso cardiaco inizia con una primitiva compromissione del cuore per poi compromettere i polmoni, i reni, il fegato, il sistema nervoso e il sistema ematopoietico, può essere paragonato alla patologia tumorale. Per questo motivo nel nostro Dipartimento abbiamo cominciato a classificare lo scompenso cardiaco con un nuovo metodo che prende spunto dalla nota classificazione TNM usata in oncologia. Per la complessità della situazione clinica rappresentata dallo scompenso cardiaco è fondamentale un approccio di tipo interdisciplinare che persegua l’obiettivo di migliorare la qualità di vita e di ridurre le ospedalizzazioni.  Oggi, la terapia dello scompenso cardiaco ha fatto molti passi in avanti, sia con l’utilizzo di “devices” come la clip mitralica, i defibrillatori e i resincronizzatori cardiaci, oltre a farmaci davvero efficaci per il trattamento anche precoce di questa patologia. L’efficacia di un trattamento farmacologico dipende prima di tutto dall’aderenza alle terapie che, come è noto, è un obiettivo sempre difficile da raggiungere. E nessuna terapia medica è efficace se non viene assunta con regolarità. Proprio ribadendo la complessità dell’approccio diagnostico e terapeutico dello scompenso cardiaco, sottolineo l’importanza della figura del cardiologo che deve rappresentare sempre il punto di riferimento sia per il “medico di famiglia” sia per gli altri specialisti».

Continuare attivamente a sensibilizzare sui temi dello scompenso cardiaco, malattia cronica severa che progredisce silenziosamente, anche in assenza di sintomi evidenti, esponendo il paziente ad un elevato rischio, ma anche perseguire l’obiettivo di seguire al meglio i pazienti e di prevenirne le criticità sono, da sempre, i principi ispiratori dell’Associazione Italiana Pazienti Scompensati (AISC), partner di Novartis per la Campagna “Ogni Cuore Conta. Soprattutto il tuo”. «Nel corso della vita – sottolinea il Prof. Salvatore Di Sommauna persona su cinque è a rischio di sviluppare scompenso cardiaco che, attualmente la causa più comune di ricoveri in ospedale imprevisti per le persone sopra i 65 anni, nonché il principale motivo di riammissioni non pianificate. Per questo, già dall’ingresso in pronto Soccorso è fondamentale che il personale sanitario sappia riconoscere questa patologia, per arrivare alla corretta diagnosi. La diagnosi precoce e la prevenzione, ma anche l’avere a disposizione una rete efficiente di Centri distribuiti sul territorio e un conseguente accesso alle soluzioni terapeutiche più avanzate, rappresentano gli elementi fondamentali per garantire risultati concreti. Come Associazione Italiana Scompensati Cardiaci condividiamo l’importanza della conoscenza di una patologia cronica, ancora oggi troppo sottovalutata e, per questo, aderiamo con convinzione ad ogni iniziativa intesa ad evidenziarne i sintomi, la rilevanza della terapia e l’obiettivo di migliori condizioni di vita per il paziente. Lo scompenso cardiaco può essere una patologia invalidante, ma la formazione e l’informazione anche del caregiver e la sensibilizzazione sull’importanza della presa in carico   del paziente da parte del sistema sanitario inteso nel significato più ampio del termine, medico di medicina generale, geriatra, medico di medicina interna, cardiologo, altro specialista, infermiere ed assistenza domiciliare, ne fanno la differenza e riducono sensibilmente il ricorso alla ospedalizzazione e riospedalizzazione per situazioni acute».

La Campagna “Ogni Cuore Conta. Soprattutto il tuo”

La campagna “Ogni Cuore Conta. Soprattutto il tuo” ha l’obiettivo di diffondere una sempre maggiore consapevolezza dell’importanza e della severità di questa patologia. Riconoscere i sintomi, imparare a gestire al meglio la propria condizione di paziente non sottovalutando la progressione della malattia, confrontarsi in maniera aperta e proattiva con tutti gli specialisti della salute per le migliori opportunità terapeutiche in grado di migliorare la propria qualità di vita saranno gli asset portanti di questa nuova iniziativa di sensibilizzazione e informazione che, nel corso dell’anno, sarà incentrata sulla realizzazione di incontri ‘medico-paziente’ in 15 Centri ospedalieri.

Le attività previste dalla campagna sono:

  • Incontri medico-paziente in 15 Centri ospedalieri per aumentare la consapevolezza sulla patologia. Dal 15 giugno, saranno promossi eventi aperti al pubblico in cui gli specialisti saranno a disposizione anche per rispondere alle domande dei pazienti e dei loro familiari.
  • Sviluppo di materiali informativi sullo scompenso cardiaco. In collaborazione con gli esperti delle Società Scientifiche e con AISC, sarà realizzato un leaflet per imparare a riconoscere i sintomi e a non sottovalutare i rischi della patologia, distribuito nei Centri per il trattamento dello Scompenso Cardiaco.
  • Pagina Facebook. In cui trovare informazioni sulla patologia, condividere esperienze e seguire le iniziative relative alla campagna: https://www.facebook.com/AscoltailTuoBattitoITA/.

I numeri dello scompenso in Italia

Lo scompenso cardiaco colpisce l’1,7% della popolazione italiana, circa 1 milione di persone. In Italia causa circa 190.000 ricoveri l’anno, che generano una spesa totale di circa 3 miliardi €/anno. Lo scompenso cardiaco è un importante problema di salute pubblica e lo diventerà sempre più per l’invecchiamento della popolazione e il progresso del trattamento delle malattie cardiovascolari (coronaropatie e valvulopatie). Poco conosciuto in generale, lo scompenso cardiaco è la prima causa di morte tra le patologie cardiovascolari in Italia. La mortalità a 5 anni dopo un ricovero per scompenso cardiaco è del 40-50%, 1 paziente su 4 muore entro 1 anno dalla diagnosi.

Disclaimer

Il presente comunicato stampa contiene alcune indicazioni che potrebbero non corrispondere ai futuri risultati. Nel caso in cui uno o più di tali rischi o incertezze si concretizzino, oppure nel caso in cui gli assunti che hanno determinato le anticipazioni dovessero risultare errati, i risultati effettivi potrebbero essere diversi da quelli descritti in questa sede come anticipati, creduti, stimati o attesi.

 

Novartis

Novartis sta interpretando in modo nuovo la medicina allo scopo di migliorare e prolungare la vita delle persone. Come azienda tra i leader a livello globale nel settore farmaceutico, utilizziamo tecnologie scientifiche e digitali innovative per creare terapie trasformative in aree che presentano importanti bisogni medici. Impegnati a scoprire nuovi farmaci, siamo stabilmente tra le prime aziende al mondo negli investimenti in ricerca e sviluppo. I prodotti Novartis raggiungono più di 800 milioni di persone su scala globale e lavoriamo per individuare modi innovativi per espandere l’accesso ai nostri trattamenti più recenti. A livello mondiale, circa 130.000 persone di 145 diverse nazionalità lavorano in Novartis.

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