La proposta dei 5Stelle per riformare la governance della Rai

0
943
Sede della Rai a Viale Mazzini
Sede della Rai a Viale Mazzini

Ecco alcuni contenuti della proposta del M5s per riformare la governance della Rai a prima firma di Mirella Liuzzi, che riprende una precedente proposta di legge della scorsa legislatura presentata a prima Firma di Roberto Fico.

L’obiettivo principale è quello di far in modo che la politica resti fuori dal servizio pubblico radiotelevisivo. Per fare questo si modifica il meccanismo di scelta del consiglio di amministrazione.

Il numero dei consiglieri da sette a cinque, compresi il presidente e l’amministratore delegato, che restano in carica per cinque anni senza possibilità di rinnovo. Il CdA sceglie al suo interno l’amministratore delegato; il ministro dell’Economia ha facoltà di scegliere il presidente.

I consiglieri sono ripartiti in tre aree di competenza: due con competenze giuridico-economiche; un componente con competenze tecnico-scientifiche e altri due provenienti dal mondo degli autori, dei capi-progetto e degli ideatori di programmi radiotelevisivi.

I nuovi membri del CdA saranno scelti per curriculum secondo tre principi: indipendenza, onorabilità e competenza. L’Agcom predispone un avviso pubblico. I candidati inviano all’Autorita’ il curriculum vitae e un elaborato sulla propria visione strategica del servizio pubblico radiotelevisivo, concernente l’area di competenza per la quale essi concorrono.

Fra i candidati “idonei” si procede al sorteggio, i cinque sorteggiati dovranno discutere il proprio progetto in audizione pubblica dinanzi alle commissioni parlamentari competenti. Se una delle commissioni esprime, a maggioranza dei due terzi, un parere sfavorevole l’Agcom procede all’estrazione di un altro nominativo nella medesima area di competenza. La fase di audizioni ed eventuali pareri non potrà comunque protrarsi per oltre 30 giorni.

Secondo la proposta M5s di riforma della governance Rai non potrà essere nominato consigliere di amministrazione della Rai chi ha ricoperto nei 5 anni precedenti alla nomina cariche di governo, politiche elettive a qualunque livello, ruoli nei partiti. Non potranno ugualmente essere consiglieri tutti gli interdetti dai pubblici uffici e i condannati.

Per i consiglieri è previsto un regime di rigida incompatibilità con qualsiasi incarico pubblico o privato nonche’ con l’esistenza di un qualsiasi conflitto di interesse nelle imprese operanti nei settori della comunicazione, dell’audiovisivo, della pubblicità o in qualunque altro settore relativo alla fornitura e alla somministrazione di beni e servizi alla Rai o alle società collegate.

Si introduce il principio di trasparenza nella individuazione delle figure dirigenziali. Per i dirigenti esterni di nomina fiduciaria è prevista la decadenza entro sessanta giorni dalla cessazione del mandato del consiglio di amministrazione. Inoltre si applica ai consiglieri di amministrazione, i dirigenti e a tutto il personale a vario titolo assunto dalla Rai, il limite massimo retributivo previsto dalla normativa vigente per le pubbliche amministrazioni e le società pubbliche.

Infine viene soppressa la commissione di Vigilanza Rai, ma in capo alle commissioni parlamentari competenti resta la facolta’ di convocare i vertici aziendali della Rai per esigenze conoscitive o per rispondere di eventuali inadempimenti degli obblighi di servizio pubblico radiotelevisivo.

Si apportano modifiche anche alle modalità di elezione di Agcom. Si inserisce nella legge che chi vuole essere eletto nel consiglio di agcom deve inviare preventivamente il suo curriculum che viene poi pubblicato sui siti di camera e senato; atessa procedura si prevede anche per la nomina del Presidente di Agcom, prevedendo la nomina con DPR, previo parere delle commissioni competenti, debba essere effettuata tra coloro che hanno fanno pervenire il proprio curriculum pubblicato sul sito della Presidenza del consiglio e della stessa Agcom.