Alessandro Michele torna a stupire: la sfilata capitolina di Gucci è il trionfo della libertà

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La sfilata di Gucci a Roma è stata una nuova occasione per il creativo Alessandro Michele: un’occasione senza dubbio importantissima, che gli ha permesso di mettere in scena non solo uno spettacolo grandioso, ma anche le sue idee e i suoi valori. Niente di nuovo sotto al sole, comunque, visto che da sempre il noto designer ci ha abituati alla ricchezza e alla particolarità delle sue intuizioni: le scelte coraggiose mostrate durante la già citata sfilata, non a caso, hanno spinto questo evento sulla bocca di tutti al punto da trasformarlo nel più chiacchierato del momento. La sfilata capitolina di Gucci, infatti, è stata un vero e proprio inno alla libertà: un inno che merita di essere cantato e recitato.

La sfilata romana come espressione di un’ideologia

Come anticipato poco sopra, parliamo di una sfilata molto particolare, che non è passata inosservata agli occhi dei più. Un evento che ha mostrato a tutti una collezione frutto dell’audacia e delle innovative idee del creativo Alessandro Michele, e della filosofia del marchio stesso: dai vestiti fino ad arrivare ovviamente agli accessori, non ultime le scarpe Gucci che sono da sempre uno dei punti di forza del brand. Si tratta di una collezione estrosa a dir poco, interpretata da molti come una vera e propria risposta al populismo dilagante. In apparenza potrebbe sembrare la solita sfilata di sempre, con abiti strani e poco aderenti alla realtà di tutti i giorni: in verità ciò che va in scena è un autentico “Freak Circus”, talmente inverosimile da nascondere molto più di ciò che si vede in superficie. È la “glorificazione del paganesimo di Roma”, come sottolineato da Alessandro Michele, dunque un canto alla libertà nato per rispondere a chi intende privarci di quelle stesse libertà. E ogni riferimento alla politica, dunque, è del tutto causale.

La filosofia dell’esaltazione del diverso e dei difetti

Ogni collezione dovrebbe nascondere una sua filosofia e quella preparata da Michele non fa eccezione, anzi: è la pura espressione dell’ideologia che si muove da sempre nel suo estro creativo. Alessandro, non a caso, è un designer che ama esprimere le proprie idee attraverso la moda, spesso con fragore e non si parla quindi certamente di una novità. Lo dimostra anche la sua nuova collezione di make up lanciata in occasione del Met Gala 2019: un innovativo set di 58 rossetti, che nasconde una genesi che è un inno alla madre, ma anche alla volontà di nascondere qualsiasi imperfezione esaltandola al tempo stesso. Non è infatti casuale che Alessandro Michele abbia scelto come testimonial la cantante Dani Miller, alla quale mancano 2 denti.

Lo scopo? Comunicare un messaggio ben preciso: basta usare il make up per uniformarsi al mondo, perché l’imperfezione è l’essenza stessa della bellezza singolare e unica di ognuno di noi.

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