Comune di Roma, la grande abbuffata del mondo di mezzo sugli alloggi agli sfrattati

Il sindaco Ignazio Marino alle prese con un enorme problema

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Dalle intercettazioni dei Ros che hanno portato agli arresti di 39 persone nell’ambito dell’operazione “mondo di mezzo”. cominciano ad emergere i contorni dell’altro grande affare cogestito da Buzzi e Carminati: parliamo dell’emergenza abitativa che il sindaco Ignazio Marino intende risolvere, come ha anche affermato ieri, mettendo nelle mani delle famiglie 5.000 euro e 800 mese per qualche anno, affinché si trovino un alloggio modesto ma decente.

LE NOVITA’ – Pochi giorni fa l’assessore alle politiche abitative Ozzimo, indagato e dimissionario, assicurava che 400 delle 1300 famiglie alloggiate nei residence si erano già rese disponibili, ma ancora mancava il trasferimento dei fondi necessari dalla Regione. Va chiarito che i 27 milioni secondo le stime di Marino, 36 secondo altre, rappresentano una fonte di liquidità immediata per i proprietari degli immobili e le cooperative cui vengono affidati i servizi. Naturale quindi che la cosiddetta ‘mafia romana’ ci avesse messo le mani apprestandosi a favorire qualche altro amico costruttore per rendere disponibili nuovi alloggi. Bloccata definitivamente questa ghiotta prospettiva resta in piedi il sistema che Marino vorrebbe al più presto smantellare. L’operazione non appare, fuori dagli annunci, così semplice  perché i contratti di affitto, talora onerosi (in qualche caso addirittura fitti che sfiorano o superano i 2000 euro a famiglia) continuano a decorrere con i relativi affidamenti dei servizi alle cooperative. Nel frattempo qualcuno chiede di fare chiarezza come nel caso della Unione Inquilini la quale segnala che il Consorzio Eriches 29, del gruppo Cooperativa 29 giugno gestisce  in convenzione con il Dipartimento delle Politiche Abitative  il servizio di emergenza alloggiativa in favore di persone sfrattate, in graduatoria per l’ottenimento di un alloggio di edilizia residenziale pubblica che riguarda 550 persone. Ma nel caso specifico la Eriches gestisce il servizio ma mette a disposizione anche 135 appartamenti dislocati nel Comune di Roma. L’Unione Inquilini chiede di sapere dall’Assessorato politiche abitative, e in assenza dell’assessore competente, dal Sindaco Marino che siano rese note: l’ubicazione dei 135 appartamenti utilizzati come assistenza alloggiativa, se fra questi figurano anche gli appartamenti messi a disposizione per l’assistenza alloggiativa delle famiglie sgomberate da via delle Acacie e da via Tuscolana ex scuola Hertz, e se corrisponde al vero che tali alloggi erano di proprietà del costruttore Guarnera agli arresti e gestiti dalla Cooperativa 29 giugno, che tramite la Eriches 29 li aveva offerti al Comune. Soprattutto chiede quanto costano al Comune e sulla base di quale concorso o appalto o convezione sono stati scelti tali appartamenti e chi ha firmato gli atti dell’amministrazione comunale per la scelta di questi appartamenti e residence. Inoltre l’unione inquilini comunica  che da venerdì scorso i vigili stanno consegnando delle lettere a quelle famiglie sgomberate dicendo che il 31 dicembre ci sarà la CESSAZIONE del Servizio. Se volete una delle tante conseguenze dell’affaire Mafia Capitale che in questo caso rischia di pesare sulle spalle di questi ed altri cittadini in difficoltà. Ma la questione sollevata dalla Unione Inquilini rischia di scoperchiare un pentolone sul quale Cinque ha ficcato il naso in diverse occasioni. Da una intercettazione dei Ros risulta infatti che Guarnera dopo aver chiesto aiuto a Carminati affermi quasi estasiato «Lui è stato in grado di una cosa che io in due anni non sono riuscito a fare: lui in tre giorni è riuscito a sbloccarla». A conferma di quanto da noi sempre sostenuto e cioè che l’emergenza abitativa genera lucro e liquidità immediata  basta citare un’altra intercettazione questa volta di Carminati. Secondo il Nero la soluzione per degli imprenditori amici che “stanno per schioppà” è quella di “levarsi dai cojoni” gli appartamenti rifilandoli al Comune per l’emergenza alloggiativa.  Perché «L’amico mio» riferendosi all’imprenditore Pulcini proprietario di alcuni residence e recentemente coinvolto anche nella tangente di 1,8 milioni all’ex assessore oggi onorevole del Pd Di Stefano è fra gli “unici che c’hanno la possibilità. Io ti dico che nessuno li caccerà mai questi qua, perché l’emergenza abitativa, adesso verrà un sindaco di sinistra figurati se li caccia. Un sindaco di sinistra non si può permettere de mannà via i sfrattati o quelli che non c’hanno casa, capito?” Cinque l’aveva capito già quattro anni fa.

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